Banconote da due euro

E poi arriva l’iscrizione al corso di ballo per 40enni insoddisfatte e frustrate. Che non sanno che cazzo vogliono dalla vita, a parte spingere passeggini per le vie del centro. Per chi non ha già dato, il tempo passa impietoso e questa possibilità si allontana definitivamente. L’avanzare della cellulite le devasta fisicamente e psicologicamente e sperano di rimanere attraenti muovendo un po’ il culo in faccia a qualche 50enne sfigato… Incapaci foss’anco di sognarla una vita differente, cercano di celare il disagio che hanno dentro con sorrisi e pratiche false come una banconota da 2 euro.

I piccioni e la fava

Un carabiniere in servizio alla banca d’Italia spara ad un piccione uccidendolo. Anziché essere congedato immediatamente con disonore dall’arma, è stato denunciato per maltrattamento di animali. Sembrerebbe una barzelletta ma nell’Italietta del 2018 la realtà gli dà una pista alla fantasia e pure alla comicità.

Itaca non c’è

La retorica delle origini, della patria, della terra di provenienza sta dando i suoi frutti: è iniziato il tiro al bersaglio sullo straniero, sul diverso. Letteralmente. Per ora sono solo piombini, a breve saranno vere proprie pallottole. 

Tenere bene a mente le parole di Pino Cacucci potrebbe aiutare, un piccolo antidoto letterario alla barbarie che avanza: “Le radici sono importanti, nella vita di un uomo, ma noi uomini abbiamo le gambe, non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove

Basta con ‘sta storia delle proprie radici. Non siamo cactus

Colonna sonora: Appino – Ulisse

 

Analfabetismo Funzional-musicale

La peggiore monnezza mai ascoltata sul palco di Villa Ada, festival in Roma: Capo Plaza, roba da decine di milioni di visualizzazioni di ragazzini su youtube (poi dal vivo non saranno più di un migliaio).

L’analfabetismo funzionale di produttori e consumatori che si incontra, di questo certamente si tratta, ma attenzione: è una inquietante pandemia, non va sottovalutata né in maniera snob stigmatizzata. E’ il frutto naturale di un’epoca lasciata colpevolmente vuota. Bisogna iniziare a riempire gli spazi

Colonna sonora:  Riempire gli spazi – Il Parto delle Nuvole Pesanti

Niente da capire

è giunto il momento, o forse finalmente l’epoca, di ribaltare lo stantio “tu non hai figli, non puoi capire” in un sano “tu hai figli, quindi non puoi proprio capire”

Colonna sonora: Francesco De Gregori – Niente da capire